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La città di Ferrara sorge sulle sponde del Po di Volano, nella bassa pianura emiliana. Questa magnifica città ha conservato intatto nei secoli il grande prestigio assunto durante l'età estense. È infatti alla famiglia d'Este che si deve l'ambizioso progetto urbanistico che trasformò Ferrara da cittadella medioevale in una vera e propria opera rinascimentale. La grande stagione culturale degli Estensi iniziò nel 1391 con la fondazione dell’Università e crebbe a tal punto da portare la Corte Estense ai massimi livelli europei.Ferrara Piazza Trento e TriesteIn città giunsero umanisti e artisti del rango di Leon Battista Alberti, Piero della Francesca e Tiziano. Anche i grandi letterati come Boiardo, Ariosto e Tasso scrissero versi eccellenti per omaggiare i duchi d'Este. Ancora oggi a Ferrara, grazie al piano urbanistico voluto da Ercole I d'Este, si coglie lo spirito del Rinascimento e quella suggestiva fusione tra nuovo e antico. Dal progetto dell'Addizione Erculea deriva in gran parte il riconoscimento dell'UNESCO che ha inserito Ferrara nella lista dei patrimoni dell'Umanità.



Castello degli estensi

E' il maestoso simbolo di Ferrara con le sue quattro torri circondate dal fossato, i rossi mattoni di cotto, le eleganti balaustre bianche, le prigioni e le sale per i giochi e il diletto di corte. Questo splendido castello, che con la sua bellezza corona la città di Ferrara, emblema di cui i ferraresi vanno fieri, fu costruito contro gli stessi cittadini. Nel 1385 la folla, stremata dalla fame e dalla povertà insorse in massa uccidendo Tommaso da Tortona, un detestato magistrato dei Giudici dè Savi. Il popolo così galvanizzato cercò di soffocare la monarchia della famiglia d’Este, padrona di Ferrara. Nicolò II nonostante fu terrorizzato per come stava mutando il destino della sua casata, ebbe la freddezza di prendere tempo e nel contempo fece costruire un castello per difendersi dalla furia cittadina. Il compito fu affidato all’architetto Bartolino da Novara che iniziò i lavori inglobando la Torre dei Leoni, a nord, concludendo l’edificazione in pochissimo tempo, solo due anni. Il castello ha pianta quadrata e quattro torri quadrate angolari. Possiede un fossato ancora oggi ricolmo d’acqua... strano pensare che serviva ad allontanare il proprio popolo! Come rocca difensiva era un vero e proprio modello e fu studiato e ammirato da molti architetti, tra i quali lo stesso Michelangelo. Subì fino ad oggi diversi restauri, il più importante avvenne in seguito ad un incendio nel 1554 e a un devastante terremoto nel 1570. Nel 1476, quando il castello fu in mano a Ercole I e alla moglie Eleonora d’Aragona, fu internamente restaurato e impreziosito, lavoro che fu continuato dai successori che ben volentieri ingaggiarono artisti del calibro di Tiziano, Raffaello, Giovanni Bellini. Poi con Ercole II, verso la metà del '500, il castello si trasformò definitivamente in palazzo di corte, assimilando l'aspetto che possiamo vedere ancora oggi.

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Piazza cattedrale

Piazza Cattedrale (o Piazza Duomo) è delimitata dal fronte della Cattedrale, dal Palazzo della Ragione con la Torre Aleotti, dalla Torre della Vittoria, dal Palazzo Ducale, ora Palazzo Municipale, ed infine dall’Arcivescovado. Gli edifici a corona della piazza erano gli stessi, ma prima della guerra troneggiava, al centro, la figura austera e baffuta di Re Vittorio Emanuele II, in un monumento eretto in bronzo nel 1889 dallo scultore Giulio Monteverde. Ai piedi del sovrano, un’altra figura, anch’essa in bronzo, rappresentava l’Italia. I lazzi dei ferraresi erano spesso rivolti in modo irriguardoso alla statua che veniva ridicolizzata con il nome di “piolo”; quando il monumento fu tolto, la piazza riacquistò il respiro, la profondità e la libertà di cui aveva sempre goduto. Nessuno più ricorda il tram a cavalli che si arrestava davanti alla Cattedrale, ma a partire dal 1910 entrò in funzione la linea tranviaria elettrica ed uno sferragliante convoglio faceva la sua regolare fermata davanti al Duomo: altri tempi ed altre velocità oggi fortunata,mente mitigate, almeno nel centro storico, da un’isola pedonale in realtà non sempre rispettata. Dall’arco del cavallo, attribuito a Leon Battista Alberti, partiva una loggia la quale - prolungandosi a nord - uniformava l’assetto architettonico della piazza unificando la parete del palazzo estense di fronte alla Cattedrale. I ferraresi potevano così passeggiare comodamente per tutto il perimetro della Piazza, al riparo dai capricci del tempo, ma soprattutto potevano ammirare un prospetto architettonico più armonico fluente nei tre slarghi costituiti da Piazza Trento Trieste, Piazza Cattedrale e Piazza Savonarola.


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Palazzo comunale

Il Palazzo Ducale Estense (ora Palazzo Municipale), è attualmente proprietà del Comune di Ferrara. Fu edificato a partire dal XIII secolo dagli Estensi, signori di Ferrara dal 1264, che vollero stabilirvi la loro residenza. Il nobile fabbricato fu innalzato di fronte alla Cattedrale (1135), attorno alla quale proprio a quell’epoca si stava consolidando il centro del potere cittadino. Originariamente il palazzo era costituito dal corpo di fabbrica su via Cortevecchia e da quello di fronte alla Cattedrale. Il palazzo fu abitato dagli Estensi fino al 1598, anno in cui Ferrara passò sotto il diretto dominio dello Stato Pontificio; da quel momento il palazzo, pur rimanendo per un lungo periodo in parte di proprietà ducale, cessò la sua destinazione di residenza della Corte, per poi divenire un complesso architettonico frazionato tra diversi intestatari, fino ad essere destinato principalmente a Residenza Municipale. L’edificio risente quindi delle varie modifiche apportate nei secoli. Proprio di fronte al protiro della Cattedrale si trova il Volto del Cavallo; ai lati di questo antico accesso del Palazzo di Corte, stanno un raffinatissimo archetto ed una colonna sui quali sono posti rispettivamente il marchese Nicolò III a cavallo ed il duca Borso d’Este seduto su faldistorio. Dal Volto del Cavallo si accede alla Piazza Municipale (antico Cortile Ducale). In Piazza Municipale colpisce sia il maestoso Scalone, eretto dall’architetto ducale Pietro Benvenuti nel 1481, che la Cappella di Corte (oggi Sala Estense), edificata nella seconda metà del XV secolo. L'interno presenta numerosi ambienti di prestigio. Sale e ambienti interni Il maestoso Scalone porta al piano nobile del palazzo, dove si possono ammirare due vasti saloni con soffitti e decorazioni del XVI secolo. In quest’ala del palazzo, Ercole I d’Este nella seconda metà del ‘400 aveva fatto costituire la cosiddetta “Sala Grande” per feste e spettacoli teatrali. Tra gli ambienti di maggiore interesse, oltre alla Stanza Dorata (XV secolo), il Camerino delle Duchesse ben rappresenta il gusto e la raffinatezza degli Estensi. Si tratta di un piccolo “stanzino”, uno “scrigno prezioso” sapientemente decorato tra il 1555 ed il 1560. Nella Sala degli Arazzi, invece, sono esposti due pregevoli arazzi fiamminghi della prima metà del Seicento. L’ambiente, di grande impatto visivo, viene considerato un autentico capolavoro del Novecento ed offre al visitatore una vera e propria esaltazione degli aspetti mitici e leggendari di Ferrara.


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Casa di Ariosto

La Casa di Ludovico Ariosto, che ospitò il celebre poeta nell'ultima parte della sua vita, è situata oggi nell'addizione Erculea a Ferrara, in via Ariosto 67. Si tratta di un semplice edificio in mattoni a vista, realizzato probabilmente su disegno di Girolamo da Carpi. Qui l'Ariosto trascorse gli ultimi anni, dedicandosi alla terza e definitiva redazione dell'Orlando Furioso, del 1532. All'interno nel piano nobile è sistemato un piccolo museo dedicato al grande poeta: vi si trovano un calco del suocalamaio, la sua sedia e varie medaglie che lo raffigurano, come quella trovata nella sua tomba quando venne ispezionata nel 1801. Nel corridoio centrale è esposta una copia dell'Orlando Furioso illustrato da Gustave Doré nel 1881. Nella stanza di sinistra, in cui si trova un elegante camino, sono esposti un busto e un ritratto ottocenteschi. Oltre al museo nell'edificio si svolgono eventi, presentazioni di libri, mostre d'arte contemporanea e concerti. Sul retro della casa si trova un giardino creato all’epoca del poeta, oggi anche questo utilizzato per concerti ed iniziative temporanee.


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Torre dell' orologio

Questa bella torre è il fulcro della vita paesana per gli abitanti di Comacchio si trova vicino alla Loggia del Grano. E' stata edificata intorno il 1330 poi dopo 500 anni improvvisamente è crollata per cause non ben precisate. Nel 1824 la Torre fu ricostruita, ha una pianta quadra poi diventa ottagonale ed è quasi interamente costruita in cotto ha un'altezza sul versante che guarda verso via Folegatti al centro della torre c'è una nicchia che ospita una statua della Madonna (Beata Vergine della visitazione) opera del ferrarese Francesco Vidoni. Sopra alla nicchia è posto l'orologio che scandisce il trascorrere delle ore in questo bel paese che merita di essere visitato.


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Corso Ercole I d' Este

Corso Ercole I d'Este è una via storica di Ferrara e una fra le più importanti della città. La strada rientra nell'antico progetto dell'Addizione Erculea, voluta dal duca di Ferrara Ercole I d'Este e commissionata a Biagio Rossetti. I lavori dell'opera urbanistica sono iniziati nel 1492 e terminati verso il 1510 e prevedevano l'unificazione diretta fra la parte sud del centro storico dove è collocato il Castello Estense con la parte nord delle mura fino alla Porta degli Angeli. Il lungo viale che si andava così a creare prendeva il nome di Viale degli Angeli e all'incrocio con una via trasversale proveniente da est arrivava a formare il "Quadrivio degli Angeli" formato dal Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati e Palazzo Turchi di Bagno. Vi si collocano, oltre che al Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati e Palazzo Turchi di Bagno, il palazzo del Monte di Pietà, il viale della Certosa che porta alla Certosa di Ferrara, al n. 3 la MLB Home Gallery di Maria Livia Brunelli, casa - galleria di arte contemporanea, il Liceo Scientifico cittadino A. Roiti, i palazzi Trotti Mosti Estense e Giordani, all'incrocio con via Arianuova e via Guarini, sedi del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Ferrara e del Centro di documentazione e studi sulle Comunità europee, ed un'entrata del Parco Massari. Inoltre, dato lo stato attuale identico a quello medioevale, è la via europea più lunga senza negozi.


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Palazzo dei diamanti

Il palazzo fu progettato da Biagio Rossetti per conto di Sigismondo d'Este, fratello del duca Ercole I d'Este, nel 1492. La costruzione vera e propria avvenne tra il 1493 e il 1503. L'edificio fu modificato fra il 1567 e il 1570 da Galasso Alghisi (talvolta indicato come Galeazzo Alghisi o Galeazzo da Carpi), tali interventi potrebbero secondo alcuni studiosi aver riguardato il fascione in laterizio che corona il palazzo, l'inserimento del balconcino d'angolo, la forma e la disposizione delle finestre in facciata. Il palazzo fu abitato in maniera discontinua da componenti la casa d'Este fino alla devoluzione di Ferrara alla Santa Sede avvenuta nel 1598. In particolare dal 1586 fu la residenza di Cesare d'Este, cugino del duca Alfonso II d'Este e di sua moglie Virginia de' Medici figlia di Cosimo I eCamilla Martelli. In questo periodo furono decorati i tre ambienti che si affacciano su corso Biagio Rossetti (l'antica via di san Benedetto o dei Prioni) e che costituivano l'appartamento di Virginia de' Medici. I soffitti a cassettoni e i fregi della «stanza matrimoniale» (1589 - 1590) e della «stanza del parto» (1591) furono realizzati prevalentemente da Giulio Belloni e aiuti e sono ancora in parte visibili in loco. Altri dipinti su tela realizzati dai Carracci e da Gaspare Venturini per la «stanza del poggiolo» (1592) sono ora conservati presso la galleria Estense di Modena. Sempre alla galleria Estense di Modena si trova una serie di quattro tele rettangolari attribuite a Gaspare Venturini, altre parti del ciclo appartengono ora a collezioni private, raffiguranti allegorie provenienti dal «camerino» dei libri di Cesare. Il camerino è stato ipotizzato si trovasse nell'ala sud del palazzo a piano terra e le decorazioni furono realizzate tra il 1592 - 1593. Nel 1641 il palazzo fu ceduto, da Francesco I d'Este, nipote e successore di Cesare d'Este al marchese Guido I Villa. I nuovi proprietari modificheranno il portale d'ingresso facendo eseguire le modanature e le due candelabre laterali. Diversi ritratti dei componenti la famiglia Villa sono ancora visibili nella sala d'ingresso della pinacoteca. Nel 1832 il palazzo fu acquistato dal Comune di Ferrara al fine di ospitarvi la Pinacoteca e l'Ateneo Civico.


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